Il sole: alleato o nemico della pelle?

“E il sole che ci fa bene, alle pelle, agli occhi alle ossa e non ci fa pensare” canta Tommaso Paradiso in una delle sue canzoni più famose dei The giornalisti. Questa strofa, che sa di leggerezza ed estate, racconta quella che, a prima vista, sembra una verità evidente, quasi assoluta.

Il sole fa bene alla salute e porta con sé il buonumore.

Spesso, però, sentiamo dire anche il contrario: bisogna proteggersi dai raggi solari che possono essere estremamente dannosi per la nostra pelle. Scottature ed eritemi, dopo una giornata passata al mare senza la protezione, stanno lì a ricordarcelo.
Qual è la verità?

Potremmo dire che, come in tante altre situazioni, la verità sta nel mezzo.

Vediamo insieme perché.

 

Gli effetti benefici del sole

Innanzitutto, è assolutamente vero che il sole è in grado di migliorare il tono dell’umore, svolgendo un’importante funzione antidepressiva.

Non è magia, naturalmente ma scienza.

La luce solare, infatti, stimola la produzione di serotonina, il cosiddetto ormone del buonumore, un neurotrasmettitore sintetizzato dall’ipotalamo coinvolto in tantissime funzioni biologiche.
È stato osservato che nelle giornate più luminose, quando il sole splende nel cielo, i livelli di serotonina nel sangue sono più elevati rispetto alle giornate uggiose. Non è un caso che come evidenziato dalla Fondazione Veronesi, si utilizzi la light therapy come cura e come prevenzione della cosiddetta depressione stagionale (SAD – disturbo affettivo stagionale) che si manifesta con sintomi di depressione, difficoltà a concentrarsi, senso di affaticamento o scarsa energia.

Inoltre, esporre la propria pelle alla luce solare consente di stimolare la sintetizzazione della vitamina D, chiamata anche “vitamina del sole”, una sostanza fondamentale per il nostro organismo, utile a mantenere un adeguato metabolismo del calcio.

L’elioterapia (letteralmente la cura del sole) viene utilizzata fin dai tempi dell’antica Grecia anche per prevenire e contrastare alcune malattie della pelle come la psoriasi, la dermatite atopica e la prurigo nodulare.

 

I danni del sole sulla pelle

Tuttavia, nonostante questi indubbi benefici, i raggi del sole portano con sé anche conseguenze nefaste per la pelle, soprattutto se ci si dimentica di proteggersi in modo adeguato, sia durante la stagione estiva che nel corso dell’anno.

Un vecchio detto dei nostri nonni recita: “Attenzione a non prendere il sole nei mesi con la erre”. Come accade spesso, questo proverbio, frutto del buon senso e della saggezza popolare, contiene una verità. Non bisogna temere il sole soltanto quando fa più caldo e l’esposizione è più diretta e violenta come quando si va in spiaggia o in alta montagna. Anche nei mesi in cui apparentemente si corrono meno rischi, in realtà le radiazioni solari agiscono in modo più subdolo, producendo danni a breve e a lungo termine.

La pelle non dimentica.

Scottature (o eritemi solari)

La scottatura è qualcosa che tutti, almeno una volta, abbiamo provato sulla nostra pelle. Magari da bambini perché abbiamo giocato troppo sotto al sole. Oppure da giovani, quando si è più incauti e si pensa che anche se ci si scotta, poi passa. È vero che le scottature sono lesioni che interessano lo strato più superficiale della cute, con arrossamento, bruciore, edema cutaneo (cioè gonfiore) e talvolta prurito.

Ma ciò non significa che bisogna sottovalutarle.

Diversi studi hanno dimostrato che le scottature possono avere anche effetti tardivi e che aumentano il rischio di tumore cutaneoL’eritema solare, infatti, determina un tipo di danno cutaneo che, anche se si riassorbe, non scompare nel tempo ma va sommarsi a quelli provocati da altre scottature che ci si procura nel corso della propria vita. In questo modo, col passare del tempo, si incrementa la probabilità di sviluppare un melanoma.

 

Fotoinvecchiamento

Quando ci esponiamo continuamente al sole senza protezione, la nostra pelle invecchia più velocemente per effetto di quello che gli esperti chiamano fotoinvecchiamento (o photoaging). Si tratta di un danno progressivo, causato dall’accumulo di radiazioni ultraviolette che causano una iper-produzione di radicali liberi, capaci di interferire con i normali processi biologici cutanei e di compromettere le fibre di collagene ed elastina, sostanze che determinano il tono e l’elasticità della pelle.

Le conseguenze? Perdita di tono ed elasticità, formazione di rughe, pelle secca, spenta e assottigliata, ma anche discromie cioè macchie della pelle come le lentigo senili.

 

Cheratosi attiniche

Tra le conseguenze nefaste dei raggi ultravioletti ci sono anche le cheratosi attiniche che vengono definite come lesioni precancerose della cute. Compaiono soprattutto dopo i 40 anni, come effetto di anni di esposizione al sole non corretta.

Le cheratosi attiniche si presentano come aree di pelle desquamata, ruvida e secca, talvolta sollevata, di colore variabile tra il rosso, il marrone chiaro o scuro, il bianco o anche il rosa carne. Solitamente si formano su quelle parti del corpo che sono maggiormente esposte cioè sul viso, in particolare su naso, fronte e labbra, sul collo, sugli avambracci e sul dorso delle mani ma anche sulle orecchie e sul cuoio capelluto nel caso in cui si sia calvi.

In alcuni casi, le cheratosi attiniche possono degenerare in veri e propri tumori della pelle.

 

Cancro della pelle

Secondo l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, le radiazioni ultraviolette sono tra i principali agenti cancerogeni e contribuiscono alla formazione di tumori della pelle. Il fatto è che i raggi solari sono in grado di danneggiare il DNA delle cellule della pelle e innescare un processo degenerativo che può sfociare in diverse forme tumorali.

Non c’è soltanto il melanoma, la forma di tumore della pelle più conosciuta a causa della sua aggressività.

Quando a essere interessate dal danno sono le cellule squamose dell’epidermide, può svilupparsi il cosiddetto carcinoma spinocellulare, caratterizzato da lesioni il cui aspetto varia da persona a persona. Il carcinoma spinocellulare può presentarsi come un nodulo arrossato, come una piaga aperta o anche sotto forma di verruca. Si tratta di una forma tumorale meno grave che, se diagnosticata precocemente, può essere curata.
Esistono poi i carcinomi basocellulari, che si originano a partire dalle cellule basali, nello strato più profondo dell’epidermide.

 

L’importanza di proteggersi tutto l’anno

Il sole, dunque, ha sicuramente degli effetti benefici per il nostro organismo ma solo e soltanto a piccole dosi, senza esagerare. Come evidenziano gli esperti, bisognerebbe abbandonare la vecchia idea per la quale creme e spray vanno usati soltanto d’estate. Un uso attento e costante di filtri solari adeguati al proprio fototipo è la strategia giusta per preservare la propria pelle da tutti i fenomeni indotti dalle radiazioni ultraviolette.

In particolare, questo consiglio vale per i soggetti più a rischio, come i bambini e gli anziani che hanno la pelle più sensibile e delicata, ma anche per coloro che trascorrono per lavoro molte ore sotto il sole (muratori, giardinieri, benzinai, bagnini, portalettere etc.).

La protezione solare, però, non è la nostra unica alleata in questa battaglia per la salute della nostra pelle. Per aiutare l’organismo a contrastare la formazione di radicali liberi indotta dall’esposizione al sole, è possibile anche assumere integratori alimentari che consentono di rafforzare le proprie difese naturali.

Proprio per questo, noi di GD abbiamo sviluppato il TANNIDIN PLUS, l’integratore alimentare vegano dalla speciale formulazione, potenziata con Polipodio, che svolge tre diverse funzioni:

  • Riduce la sensibilità della pelle ai raggi UVA e UVB, prevenendo la formazione di eritemi e scottature
  • Contrasta l’azione dei radicali liberi, responsabili del fotoinvecchiamento
  • Preserva la pelle e gli occhi dai danni da luce blu

Per eventuali segnalazioni o reclami, si prega di contattare il titolare del presente sito web all’indirizzo email gdtif@gditalia.biz

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