GD srl – Sede

Roma, Novembre 2019


 

Prendiamo spunto da una domanda posta da Alessia Coccetti, informatrice per la zona di Roma, per diffondere a tutti Voi la risposta in quanto riteniamo sia interessante per chi sta aprendo il canale dell’oncologia (o per chi già visita questo specialista).

Nello specifico, la domanda di Alessia è:

“ La vitamina B6 del Plenum Integratore può dare problemi ai pazienti oncologici? È la B12 quella che va evitata o…????”

 Di seguito la risposta:

La Vitamina Vit. B6 presente nel Plenum, fa parte del gruppo di vitamine idrosolubili che vanno somministrate attraverso l’alimentazione. Questa, infatti, è dosata secondo quanto stabilito dal Ministero della Salute per gli integratori alimentari, e non per i farmaci, a 1,4 mg. La sua attività è quella di costruire una barriera immunitaria in difesa delle malattie, di stimolare le funzioni cerebrali e di prevenire l’invecchiamento. La sua assenza si rivela con apatia e debolezza diffusa, fisica e mentale. Anche l’insonnia, gli spasmi muscolari, la ritenzione idrica e i disturbi del sistema nervoso, sono segnali di una bassa, o nulla, presenza di questa vitamina.

Per inciso, la Vit. B6 (ad opportune concentrazioni) viene utilizzata per prevenire i tumori della prostata e del polmone.

Ovviamente la nostra risposta è l’assoluta sicurezza della somministrazione nei pazienti oncologici.

D’altro canto la Vit. B12 ha funzione principale nella emopoiesi, cioè partecipa al processo di sintesi dei globuli rossi da parte del midollo osseo, oltre a proteggere il sistema circolatorio, il sistema nervoso e a partecipare allo sviluppo delle fibre muscolari.

Inoltre, tale vitamina ha un effetto di potenziamento sul sistema immunitario, in particolare sui globuli bianchi considerati killer naturali di batteri, virus e cellule tumorali.

L’apporto massimo suggerito dalle autorità sanitarie è di 1000 mcg ma solitamente si usano 500 mcg/dose. Negli integratori è di 33 mcg giornalieri.

La Vitamina B12 non è prodotta dall’organismo ma viene somministrata generalmente con i cibi. Ovviamente anche questa vitamina non ha controindicazioni in pazienti oncologici.

Sono in corso degli studi mirati allo sviluppo di nuove applicazioni terapeutiche delle vitamine, sviluppi per quelle patologie in cui è richiesta una modulazione dell’espressione dei geni (malattie genetiche e tumori).

 

Buon lavoro a tutti

GD srl