Sede di Roma
Agosto, 2008


A proposito dei tanto contestati bioflavonidi, pensiamo di farVi cosa gradita girandoVi una circolare dell’AGI su alcune nuove modalità di applicazione degli stessi.

(AGI) – Roma – I flavonoidi presenti negli alimenti potrebbero essere efficaci nella modulazione della glicemia (il livello di glucosio nel sangue). Su questa ipotesi stanno lavorando i ricercatori della Nestlè. Così come i fitosteroli addizionati a bevande o alimenti favoriscono la riduzione dei livelli di colesterolo nel sangue, parallelamente é stata ipotizzata l’azione dei flavonoidi nella modulazione della glicemia postprandiale. Al Centro di ricerca di Losanna é stata impiegata un’innovativa strategia di indagine utile ad identificare principi attivi presenti negli alimenti, potenzialmente capaci di inibire l’amilasi salivare umana e quindi attivi nella regolazione della digestione degli amidi. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Medicinal Chemistry. Per controllare i picchi di glicemia postprandiale, ai pazienti diabetici possono essere somministrati farmaci che inibiscono l’azione degli enzimi che scindono gli amidi, al fine di rallentarne la digestione. I ricercatori Nestlé hanno studiato la famiglia dei flavonoidi, composti antiossidanti naturali, combinando analisi computerizzate delle strutture molecolari con screening in vitro. I risultati dell’indagine hanno permesso di approfondire le conoscenze delle interazioni dei flavonoidi con l’amilasi salivare e dei meccanismi attraverso cui queste molecole rallentano la digestione degli amidi inibendo questo enzima. “É la prima volta che una combinazione di screening in vitro e analisi computerizzata é utilizzata per identificare specifici bioflavonoidi in grado di inibire l’amilasi salivare umana. I risultati di questo studio rappresentano un significativo passo in avanti verso l’identificazione di sostanze naturali, che possano aiutare le persone a controllare la propria glicemia”, ha dichiarato Chieh Jason Chou, co-autore dello studio e ricercatore al Centro Ricerca Nestlé. “Sicuramente oggi l’iperglicemia post-prandiale viene riconosciuta come importante fattore di rischio cardiovascolare e come possibile fattore ostacolante il buon compenso metabolico nel paziente diabetico”, ha commentato Giuseppe Marelli, coordinatore del Gruppo Alimentazione e Diabete dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD). “La ricerca e lo sviluppo di sostanze naturali che abbiano un impatto positivo sulla riduzione della glicemia post-prandiale rappresenta un ambito di sicuro interesse. Lo studio dei flavonoidi composti polifenolici metaboliti secondari delle piante, già noti per le loro proprietà antiossidanti – ha aggiunto Marelli – può aprire la strada all’utilizzo di strategie naturali, eventualmente in associazione alla terapia farmacologia, per il controllo dell’iperglicemia post-prandiale”.

Buon lavoro!
GD Italia – Roma